Una partita a scacchi!
Dottore non riesco a perdere peso, sono anni che ci provo ma con scarsi risultati!
Dottore, faccio molta attività fisica ma non riesco a perdere peso e soffro di ritenzione!
Dottore, sono sempre gonfia e mi sento pesante!
Queste sono le affermazioni più comuni che nella pratica di tutti i giorni mi trovo a dover spesso fronteggiare, che mettono in evidenza come alcune problematiche sono notevolmente radicate nella società di oggi e quasi sempre legate alla scorretta alimentazione.
Oggi però mi voglio soffermare su un particolare caso, a volte infatti questo tipo di problemi sono associati ad ipotiroidismo NON autoimmune.
Patologia decisamente diffusa nelle donne di solito superiore ai 35 anni.
In caso di ipotiroidismo non autoimmune i sintomi più frequenti sono quelli riconducibili ad una scarsa conversione T4>T3, gli ormoni tiroidei a volte associata a resistenza insulinica obesità o forte sovrappeso.
Spesso questi tipi di pazienti sono già sotto terapia farmacologica dedicata, ma di solito necessitano anche di una dieta specifica che permetta di rivedere in toto la loro alimentazione, in quanto nel corso della loro vita hanno avuto a che fare con periodi di disordine alimentare (con deciso effetto Yo-Yo del peso) associato a diete ipocaloriche e ipoglucidiche (scarso apporto di carboidrati) protratto a lungo termine, scarsa attività fisica o volte eccessiva attività e scarsa alimentazione.

Quali sono le strategie per migliorare l’alimentazione e ritrovare la giusta capacità di perdere peso?
Il presupposto che ogni persona è un individuo a sé e non esiste una dieta o uno schema che vada bene per tutti, ma deve essere costruito in base alle caratteristiche fisiologiche, patologiche, alimentari e sociali del paziente.
Si parte dal diario alimentare, in pratica una ricerca delle abitudini alimentari di solito relative alle passate 24 h/48 h o in altri casi con un diario settimanale.
Si valutano i macronutrienti quindi la quantità di Carboidrati, Proteine e Grassi che vengono apportati in media durante la giornata, in relazione al lavoro, attività fisica se presente e orari dei pasti principali.
Strategie da applicare in base agli errori.
- Scegliere il corretto uso e quantità dei carboidrati quasi sempre assenti o fortemente limitati perché indicati come unici responsabili della scarsa perdita di peso o responsabili di forti gonfiori addominali.
- Rimodulare la quantità di proteine, spesso sovradimensionata o eccessiva proprio perché in generale si pensa solo che il dimagrimento sia legato esclusivamente a questa componente, cosa che in realtà così non è!
- Rivedere la qualità e quantità dell’attività fisica, che a volte è eccessiva o altre volte del tutto assente.
- Spuntino e merenda di solito sempre eliminati o trattati a margine. Sono invece pasti decisamente importati, perché si riesce a distribuire bene la quota calorica della dieta evitando di esagerare su un singolo pasto e danno una completezza al piano nutrizionale che è fondamentale.
- Rivedere scorrette abitudini alimentari come eventuali abbuffate, pasti notturni, o digiuni reiterati nel tempo.
- Valutare integrazione se necessario in caso di IBS (sindrome da colon irritabile) o altri disturbi legati al tratto digerente.
Conclusioni.
E’ possibile intuire che la problematica della scarsa perdita di peso in persone che soffrono di questa patologia non è affatto semplice, richiede pazienza e determinazione per poter raggiungere l’obiettivo. Proprio come una partita a scacchi! Non esiste la pillola magica o un percorso più breve, perché cosi si ritornerà sempre la punto di partenza.
Imparare a gestire gli errori nel tempo, valutare un’alimentazione alternativa e farla diventare il nostro stile di vita è il passo fondamentale per uscire da anni di diete fatte e fatte male, che portano inevitabilmente a frustrazione e poca fiducia in se stessi.
Dott. Davide Reccanello
Biologo Nutrizionista